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Quanto rende un affitto breve nel 2026: il calcolo vero

La formula per stimare l'incasso di una casa in affitto breve, i costi che restano fuori dal lordo e il confronto onesto con il 4+4.

Scritto dal team di A&F Real Estate, che gestisce più di trenta case fra Lombardia, Sardegna e Toscana.

Indice
  1. Il primo numero: la tariffa media
  2. Il secondo numero: le notti vendute
  3. Cosa toglie il lordo
  4. Il confronto con il 4+4, fatto bene
  5. Cosa sposta davvero il risultato
  6. I numeri delle nostre zone
  7. Come ottenere un numero sul tuo immobile

Il ricavo lordo di una casa in affitto breve è una moltiplicazione sola: tariffa media a notte per numero di notti vendute. Tutto il resto — la scelta dei portali, le foto, il tipo di ospiti — serve a spostare uno di quei due numeri. Il problema è che quasi nessuno li stima nel modo giusto, e il risultato è che le previsioni di guadagno che circolano sono ottimistiche di un terzo.

Qui c’è il calcolo per intero: come si stimano i due numeri, cosa toglie il lordo, e come si fa il confronto onesto con l’affitto tradizionale.

Il primo numero: la tariffa media

Non è il prezzo di listino di agosto. È la media pesata di tutte le notti che vendi, comprese quelle di novembre a tariffa bassa, i weekend lunghi scontati e i soggiorni con sconto settimanale.

Su un immobile che a Ferragosto fa 200 euro a notte, la media annua realistica sta spesso fra 110 e 140. Chi progetta il rendimento sulla tariffa di alta stagione sbaglia il conto dall’inizio.

Il secondo numero: le notti vendute

Qui si annida l’errore più costoso. L’occupazione va calcolata sui giorni in cui la casa è effettivamente in vendita, non sui 365 dell’anno.

Una casa a Bormio messa a disposizione da dicembre a marzo e da giugno a settembre è in vendita circa 240 giorni. Un’occupazione del 58% su quel periodo sono circa 139 notti. La stessa percentuale letta su 365 giorni ne farebbe 212: cinquanta per cento in più di ricavo, sulla carta.

Quando qualcuno ti dice “occupazione al 60%”, la prima domanda è: su quale denominatore.

Vanno tolte anche le notti che tieni per te. Due settimane d’agosto per la famiglia in una casa al mare non sono un dettaglio: sono le notti più care dell’anno.

Cosa toglie il lordo

Un esempio aritmetico, con numeri tondi scelti per mostrare le proporzioni. Non sono stime di mercato: sostituisci i tuoi.

Bilocale, tariffa media 120 €, 150 notti vendute: 18.000 € lordi.

VoceEsempioNote
Ricavo lordo18.000 €120 € × 150 notti
Commissioni portali−1.400 €fra il 3% e il 18% secondo portale e modello
Pulizie e biancheria−1.800 €spesso ribaltate sull’ospite, non sempre per intero
Utenze e consumabili−1.500 €in affitto breve le paga il proprietario
Manutenzione e piccole sostituzioni−700 €l’usura è più veloce che nel lungo termine
Compenso del gestore, se c’è−2.700 €15% in questo esempio
Margine prima delle imposte9.900 €
Cedolare secca 21% sul lordo−3.780 €si calcola su 18.000, non su 9.900
Netto6.120 €34% del lordo

Numeri di esempio, non dati di mercato.

Due cose da notare, perché sono quelle che ribaltano le previsioni.

L’imposta si calcola sul lordo. Con la cedolare secca non deduci niente: né pulizie, né commissioni, né la caldaia. Il 21% morde su 18.000, non su quello che ti resta in mano. È la ragione per cui il rapporto fra lordo e netto in affitto breve è meno favorevole di quanto sembri.

Il gestore non è un costo aggiuntivo puro. Se gestisci da solo, quel 15% resta in tasca ma ci metti il tuo tempo, e quasi sempre vendi a tariffe medie più basse perché non muovi i prezzi ogni settimana. Il conto vero è fra il netto con gestore e il netto senza, non fra il netto e il compenso. Lo abbiamo sviluppato in gestione in proprio o professionale.

Come ordine di grandezza: dal lordo al margine prima delle imposte resta in genere fra il 55% e il 70%, secondo quanto pesano pulizie e utenze e se c’è un gestore.

Il confronto con il 4+4, fatto bene

L’errore classico è mettere a confronto il lordo dell’affitto breve con il canone del contratto tradizionale. Sono due grandezze diverse: nel 4+4 le utenze le paga l’inquilino, non ci sono pulizie, non ci sono commissioni.

Il confronto corretto è fra il netto dell’affitto breve e il canone annuo netto del 4+4.

Prendi il canone mensile che ti offrono, moltiplicalo per dodici, togli l’imposta. E ricorda che con un contratto a canone concordato, nei comuni in cui è previsto, la cedolare scende al 10%: dieci punti in meno del 21% dell’affitto breve.

Poi ci sono le voci che non stanno in nessuna tabella e che decidono lo stesso:

Affitto breve4+4
IncassoVariabile, stagionaleFisso e prevedibile
UtenzeA carico tuoA carico dell’inquilino
Uso personale della casaSì, quando vuoiNo, per anni
RischioSfitto e stagione deboleMorosità e tempi di rilascio
UsuraAlta, rotazione continuaBassa
Tempo richiestoMolto, o un gestoreQuasi zero
ImpostaCedolare 21% o 26% sul lordoCedolare 21%, o 10% a canone concordato
UscitaImmediataVincolata alla durata del contratto

La riga che nella pratica decide più spesso è la terza. Molti proprietari scelgono l’affitto breve non perché renda di più, ma perché è l’unica formula che lascia la casa disponibile per sé. Se quella riga non ti interessa, e la casa è in una zona a domanda turistica debole, il 4+4 è spesso la scelta più sensata: lo diciamo anche ai proprietari che ci chiamano.

Cosa sposta davvero il risultato

A parità di immobile, fra una gestione mediocre e una buona la differenza sta quasi tutta in due punti.

Il prezzo nelle spalle di stagione. Alta stagione e ponti si vendono da soli. Il margine si fa in ottobre, a marzo, nelle settimane deboli: lì il prezzo va mosso di continuo, e una tariffa ferma vuol dire notti invendute che nessuna foto recupera.

La durata minima del soggiorno. Alzarla protegge dalle notti sparse e riduce le pulizie; abbassarla riempie i buchi infrasettimanali. Deve cambiare durante l’anno, non essere decisa una volta e dimenticata.

Tutto il resto — quanti portali, che tipo di foto, il testo dell’annuncio — conta, ma conta meno di questi due.

I numeri delle nostre zone

Queste sono le nostre stime di lavoro, ricavate dal portafoglio che gestiamo. Sono stime, non dati di mercato certificati: le pubblichiamo con l’etichetta che meritano.

ZonaTariffa mediaOccupazioneBilocale, lordo/anno
Lago di Como e Brianza145 €63%18.000–24.000 €
Alta Valtellina130 €58%14.000–19.000 €
Gallura160 €45%12.000–17.000 €
Aprica105 €48%10.000–14.000 €
Valsassina100 €44%9.000–13.000 €
Isola d’Elba140 €40%11.000–15.000 €

Fonte: stima di lavoro A&F Real Estate su portafoglio interno, aggiornata al 31 luglio 2026. Le occupazioni sono misurate sui giorni di effettiva messa in vendita, che nelle località a stagione singola sono molto meno di 365.

Il dettaglio per zona è in quanto rende una casa sul Lago di Como e quanto rende una casa in Alta Valtellina.

Come ottenere un numero sul tuo immobile

Una stima seria ha bisogno di quattro cose: dove si trova esattamente la casa, quanti ospiti dorme, in che stato è, e quante settimane vuoi tenerti. Senza queste, qualunque cifra è un numero preso da una media nazionale che non descrive nessuna casa vera.

Veniamo a vederla e ti diamo il numero con i dati della tua zona, comprese le voci di costo: la consulenza è gratuita e non impegna a niente. Se dai conti risulta che il 4+4 rende di più, te lo diciamo.

Domande frequenti

Come si calcola quanto rende un appartamento in affitto breve?

Ricavo lordo uguale tariffa media a notte per numero di notti vendute. Dal lordo si tolgono commissioni dei portali, pulizie e biancheria, utenze, manutenzione, eventuale compenso del gestore e imposta. Quello che resta è il netto, che di norma vale fra il 55% e il 70% del lordo.

L'occupazione si calcola su 365 giorni?

No, e questo è l'errore più comune. Va calcolata sui giorni in cui la casa è effettivamente disponibile alla vendita. Una casa di montagna messa in vendita solo da dicembre a marzo e da giugno a settembre ha un denominatore molto più piccolo di 365.

L'affitto breve rende più del 4+4?

Sul lordo quasi sempre, sul netto dipende dalla zona e dalla stagionalità. Il confronto corretto è fra il netto dell'affitto breve e il canone annuo del contratto tradizionale, tenendo conto che il 4+4 a canone concordato sconta la cedolare al 10% invece che al 21%.

Quanto pesano le commissioni dei portali?

Dipende dal portale e dal modello di commissione scelto: si va da circa il 3% a carico dell'host, quando la commissione è in gran parte a carico dell'ospite, fino al 15-18% quando è tutta a carico della struttura.

Fonti

Le norme cambiano. Qui sopra c'è la data dell'ultima verifica; per la tua situazione specifica il confronto con il commercialista resta necessario.

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Veniamo a vederla e ti diciamo quanto, con i numeri della tua zona.

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