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Gestire da soli o affidarsi a un property manager: i numeri

Quanto costa un gestore di affitti brevi, cosa comprende davvero la percentuale, quando conviene fare da soli e cosa chiedere prima di firmare.

Scritto dal team di A&F Real Estate, che gestisce più di trenta case fra Lombardia, Sardegna e Toscana.

Indice
  1. Il confronto corretto
  2. Cosa dovrebbe comprendere la percentuale
  3. Quando conviene fare da soli
  4. Le formule a canone fisso
  5. Le dodici domande da fare prima di firmare
  6. Come lavoriamo noi

Un property manager per affitti brevi costa, in Italia, indicativamente fra il 15% e il 30% del fatturato; la fascia tipica del servizio chiavi in mano sta fra il 20% e il 28%, mentre le formule di sola gestione online, che lasciano al proprietario pulizie e ospiti, costano meno e si collocano intorno al 10-15%.

Detta così sembra una decisione semplice: quella percentuale è denaro che potresti tenerti. Il conto però non si fa fra il tuo incasso di oggi e la commissione. Si fa fra due scenari completi, e nel primo c’è una voce che quasi nessuno mette in conto.

Il confronto corretto

La domanda giusta non è “quanto mi costa il gestore”, è “quanto mi resta in mano nei due casi”.

Chi gestisce da solo, nella pratica, vende quasi sempre a una tariffa media più bassa. Non per incapacità: perché muovere i prezzi richiede di guardare il calendario ogni settimana, sapere cosa fanno le case comparabili, alzare quando la domanda tira e abbassare in tempo quando non tira. Una tariffa impostata a inizio stagione e lasciata lì produce due effetti insieme: notti invendute nelle settimane deboli e notti vendute sotto prezzo nelle settimane forti.

Un esempio aritmetico, con numeri tondi scelti per mostrare la struttura del ragionamento. Non sono stime di mercato.

In proprioCon gestore
Tariffa media105 €120 €
Notti vendute135150
Ricavo lordo14.175 €18.000 €
Commissione gestore (15%)−2.700 €
Costi operativi−3.500 €−3.500 €
Prima delle imposte10.675 €11.800 €
Il tuo tempocirca 120 ore l’annoquasi zero

Numeri di esempio, non dati di mercato.

Il punto dell’esempio non è che il gestore vinca sempre: è che le due colonne differiscono in tre righe, non in una. Se nel tuo caso la differenza di tariffa e di occupazione è piccola, la colonna di sinistra vince e non c’è motivo di delegare. Se è grande, la commissione si ripaga da sola. La sola cosa che non si può fare è confrontare la commissione con zero.

E c’è l’ultima riga. Centoventi ore l’anno sono due ore e mezza a settimana, tutte le settimane, comprese quelle in cui sei in vacanza tu.

Cosa dovrebbe comprendere la percentuale

Questa è la parte in cui le offerte si assomigliano tutte nella presentazione e differiscono molto nella sostanza. Un servizio completo comprende in genere:

  • fotografie e testo dell’annuncio;
  • pubblicazione e sincronizzazione dei calendari su più portali;
  • gestione dinamica dei prezzi, cioè la voce che genera la differenza di tariffa vista sopra;
  • selezione e comunicazione con gli ospiti, prima e durante il soggiorno;
  • check-in e check-out;
  • pulizie e biancheria fra un soggiorno e l’altro;
  • piccola manutenzione e gestione degli imprevisti;
  • adempimenti: CIN, comunicazione alla Questura, imposta di soggiorno, flussi regionali;
  • rendicontazione periodica al proprietario.

Quello che di norma non è compreso, e va chiarito: utenze, manutenzione straordinaria, sostituzione di arredi e elettrodomestici, spese condominiali, assicurazione, imposte.

Quando conviene fare da soli

Ci sono casi in cui la risposta onesta è che il gestore non serve, e li diciamo anche a chi ci chiama.

La casa è vicina a dove vivi. Se puoi fare un check-in in venti minuti e risolvere una perdita d’acqua nel pomeriggio, il valore aggiunto dell’operativo si riduce parecchio.

La stagione è corta e concentrata. Otto settimane d’estate in una località di mare sono gestibili da una persona organizzata, soprattutto con soggiorni settimanali che riducono i cambi.

Hai tempo e ti piace farlo. Non è un dettaglio: chi si diverte a rispondere agli ospiti lo fa meglio di un servizio distratto.

Diventa poco sostenibile quando la casa è lontana, quando la stagione è lunga con rotazione alta, quando le case sono più di una, o quando la tua disponibilità dipende dal lavoro e non puoi garantire una risposta in un’ora ad agosto.

Le formule a canone fisso

Alcuni operatori propongono un canone fisso annuo: prendono l’immobile in locazione e lo affittano ai turisti. Il rischio di sfitto passa a loro, e in cambio il margine delle stagioni buone resta a loro.

Non è né meglio né peggio: è un’altra distribuzione di rischio e rendimento. Ha però una conseguenza fiscale importante, perché in quella struttura le locazioni brevi sono giuridicamente del gestore, non tue, e questo cambia il conteggio degli immobili per la soglia dei due appartamenti. L’applicabilità della cedolare secca sul canone che percepisci, inoltre, è contestata dall’Agenzia delle Entrate. Il ragionamento completo è in dal terzo immobile scatta la partita IVA.

Le dodici domande da fare prima di firmare

Portale queste a qualunque gestore, noi compresi. Le risposte vanno nel contratto, non nella chiacchierata.

  1. La commissione si calcola sul lordo o su quale netto, esattamente?
  2. Le pulizie le paga l’ospite, il proprietario o sono nella commissione?
  3. Chi incassa dagli ospiti, e con quale tempistica arrivano i soldi a me?
  4. Quali portali vengono usati, e chi è intestatario degli annunci?
  5. Chi decide i prezzi, con che frequenza vengono rivisti, e posso vedere lo storico?
  6. Che rendicontazione ricevo, ogni quanto, e con che dettaglio per immobile?
  7. Quali adempimenti sono inclusi: CIN, Questura, imposta di soggiorno, flussi regionali?
  8. Cosa succede in caso di danni: chi valuta, chi anticipa, com’è coperto?
  9. Posso usare la casa quando voglio e con quanto preavviso?
  10. Qual è la durata del contratto e il preavviso per uscire?
  11. Alla fine del rapporto, cosa succede alle prenotazioni già confermate?
  12. Ci sono costi fissi o di attivazione, oltre alla percentuale?

Se una risposta è vaga su una di queste, non è ancora una risposta.

Come lavoriamo noi

Gestiamo in mandato: la casa resta tua, il contratto con l’ospite è tuo, la cedolare secca resta la tua dove spetta, e blocchi i periodi che ti servono. Non ci sono costi fissi né di attivazione: guadagniamo una percentuale sui ricavi effettivi, quindi guadagniamo quando guadagni tu.

La prima cosa che facciamo non è farti firmare: è venire a vedere la casa e darti una stima di quanto può incassare, con le voci di costo accanto. Se dai conti risulta che gestirla da solo ti conviene, o che quella casa rende di più con un contratto tradizionale, te lo diciamo.

La consulenza è gratuita e non impegna a niente. Se prima vuoi capire come si calcola un rendimento, il metodo è in quanto rende un affitto breve.

Domande frequenti

Quanto costa un property manager per affitti brevi?

Le commissioni per la gestione completa si collocano indicativamente fra il 15% e il 30% del fatturato, con la fascia tipica del servizio chiavi in mano fra il 20% e il 28%. Le formule di sola gestione online costano meno, intorno al 10-15%, ma lasciano al proprietario pulizie, ospiti e manutenzioni.

La commissione si calcola sul lordo o sul netto?

Va chiarito nel contratto, perché cambia molto. Una percentuale sul fatturato lordo e la stessa percentuale sull'incasso al netto delle commissioni dei portali e delle pulizie sono due cifre diverse. È la prima domanda da fare.

Conviene gestire da soli?

Conviene quando la casa è vicina a dove vivi, la stagione è corta e hai tempo da dedicarci con continuità. Diventa poco sostenibile quando la casa è lontana, la stagione è lunga o gli immobili sono più di uno.

Posso usare la casa quando voglio se la do in gestione?

Con un contratto di mandato sì: la casa resta tua e blocchi i periodi che ti servono. Va però messo per iscritto con quanto preavviso, perché una data bloccata dopo una prenotazione confermata diventa un problema per entrambi.

Cosa succede se voglio interrompere il rapporto?

Dipende da durata, preavviso e gestione delle prenotazioni già confermate. È la clausola da leggere per prima: un contratto che non dice cosa succede alle prenotazioni in essere alla scadenza è un contratto incompleto.

Fonti

Le norme cambiano. Qui sopra c'è la data dell'ultima verifica; per la tua situazione specifica il confronto con il commercialista resta necessario.

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