Il CIN è il Codice Identificativo Nazionale: un codice univoco che identifica ogni unità immobiliare destinata a locazione breve o turistica, obbligatorio in tutta Italia dal 1° gennaio 2025. Si richiede gratuitamente sulla Banca Dati delle Strutture Ricettive del Ministero del Turismo con SPID o CIE, e va poi indicato in ogni annuncio online ed esposto all’esterno dello stabile.
La procedura in sé è una pratica da mezz’ora. Quello che fa perdere tempo è arrivarci senza avere pronte le tre cose che il sistema chiede.
Cosa serve prima di aprire il portale
I dati catastali esatti dell’immobile. Foglio, particella, subalterno, categoria. Il sistema li verifica: un subalterno sbagliato blocca la pratica, e capita spesso quando si copia da una vecchia visura o da un rogito con dati non aggiornati. Se hai dubbi, parti da una visura catastale fresca.
Il titolo che legittima l’uso dell’immobile. Proprietà, usufrutto, comodato, contratto di locazione che consente la sublocazione. Non basta averne la disponibilità di fatto.
I requisiti di sicurezza già in casa. Questo è il punto che sorprende: l’autocertificazione la firmi tu, e la firmi prima di ricevere il codice. Servono estintori portatili e rilevatori di gas combustibili e di monossido di carbonio funzionanti, secondo il decreto del Ministero dell’Interno del 6 giugno 2024. Gli estintori vanno collocati in posizione accessibile e visibile, con almeno uno per piano.
Sono poche centinaia di euro di attrezzatura per unità. Comprarli dopo aver autocertificato di averli è una dichiarazione non veritiera, con una sanzione da 600 a 6.000 euro per ciascuna violazione riscontrata, oltre alle conseguenze della falsa attestazione.
La procedura, passo per passo
- Accedi alla BDSR del Ministero del Turismo con SPID o CIE.
- Censisci la struttura: tipologia (locazione breve o turistica), indirizzo, dati catastali, numero di unità e posti letto.
- Indica il titolo di disponibilità dell’immobile.
- Autocertifica i requisiti di sicurezza: rilevatori e estintori.
- Conferma e ottieni il CIN, che viene attribuito alla singola unità immobiliare.
- Riporta il codice in tutti gli annunci, su tutti i portali, e all’esterno dello stabile.
Se hai più appartamenti, ogni unità ha il proprio CIN, anche se sono nello stesso condominio e intestati alla stessa persona.
Dove va scritto il codice
In ogni annuncio, su ogni canale: Airbnb, Booking, il tuo sito, gli annunci sui social. I portali hanno un campo dedicato e in molti casi bloccano la pubblicazione se resta vuoto.
All’esterno dello stabile, in forma visibile.
È l’adempimento più facile da controllare, perché non serve accedere a nessun dato riservato: basta guardare un annuncio pubblico. È anche il motivo per cui è la contestazione più frequente.
Le sanzioni
| Violazione | Sanzione |
|---|---|
| Immobile offerto in locazione senza CIN | da 800 a 8.000 € |
| CIN non indicato nell’annuncio | da 500 a 5.000 €, più rimozione dell’annuncio |
| CIN non esposto all’esterno dello stabile | da 500 a 5.000 € |
| Rilevatori o estintori mancanti | da 600 a 6.000 € per violazione |
Fonte: D.L. 145/2023, art. 13-ter. Importi verificati ad agosto 2026. Le sanzioni sono commisurate anche alle dimensioni dell’immobile.
Il CIN non sostituisce i codici regionali
È l’equivoco più diffuso, e costa caro perché fa credere di essere a posto.
In Lombardia resta il CIR, il codice identificativo di riferimento regionale in vigore per le case vacanza dal 2018. Vale per il Lago di Como, per la Valtellina, per tutto il territorio regionale.
In Sardegna serve lo IUN, il codice regionale, insieme alla trasmissione dei flussi turistici sul portale ROSS1000; la legge regionale 16/2017 prevede inoltre l’esposizione di una targa identificativa. Il dettaglio è in affitti brevi in Sardegna.
Ogni regione ha il proprio sistema. Il CIN si somma, non sostituisce, e nell’annuncio vanno indicati entrambi dove previsto.
E dopo il CIN
Ottenuto il codice, restano gli adempimenti ricorrenti: comunicazione degli ospiti alla Questura tramite Alloggiati Web entro 24 ore dall’arrivo, flussi statistici regionali, imposta di soggiorno dove il Comune la prevede. Dal 20 maggio 2026, inoltre, le piattaforme trasmettono ogni mese al Ministero del Turismo i dati degli annunci, numero di registrazione compreso: il CIN è la chiave con cui quei dati vengono agganciati al tuo immobile. Ne abbiamo scritto in cosa cambia con il Regolamento UE.
Il quadro completo degli obblighi è in normativa affitti brevi 2026.
Come lo gestiamo noi
Per le case che gestiamo la pratica CIN la seguiamo noi, insieme al codice regionale, alla verifica dei dispositivi di sicurezza e alle comunicazioni ricorrenti. Il proprietario firma quello che deve firmare e non tiene a mente nessuna scadenza.
Se stai valutando di mettere a reddito una casa e vuoi sapere cosa serve nel tuo Comune e quanto può rendere, la consulenza è gratuita.